Libera versione e riduzione teatrale di Franco Buffoni

Regia: Gianluca Bondi
Compagnia: SinestesiaTeatro
con: Francesca Romana Cerri, Giorgio Fiore, Paolo Gatti e Massimiliano Graziuso
Scene e costumi: Sara D’agostin
Responsabile tecnico: Mauro Buoninfante

locandina piccolore con dateSintesi
Lo spettacolo richiama l’avanguardia nelle sue forme registiche ma è recitato con molta naturalezza e verità riscoprendo il valore dell’intimità in forme e linguaggi spesso metaforici e onirici. Questo intreccio tra le corde più sottili dell’ esistenza, i movimenti del corpo, le parole distillate del poeta e con le note originali di un’arpa che accompagna discreta tutto il viaggio dei quattro personaggi, narra del conflitto dell’uomo, una trama semplice che si rispecchia nel conflitto del mondo.

Una poesia in movimento quindi dove immagini, parole, luci e ombre, sostengono e fanno da contenitore a un dialogo senza contatto tra quattro persone isolate nel proprio ego, che, prima di ritrovarsi a parlare insieme commentando secche notizie di guerra, erano tra loro sconosciute.

In una guerra fatta anche di silenzi e intrecci amorosi mai risolti, i quattro diventano il ritratto dolente di un’umanità sradicata e dominata dalla consapevolezza del fallimento e dalla paura. L’unione della loro solitudine sembra però indicare una possibile via d’uscita alla disperazione esistenziale che segna le loro esistenze e a questa ritrovata speranza non è estraneo un recupero del significato della vita.

Quando una fase storica giunge si esaurisce e tocca agli eserciti l’ultima parola, quando la necessità si accompagna all’orrore e la libertà alla noia, allora per i bar è un periodo di buoni affari. In tempo di pace ogni giorno c’è qualcuno che si sveglia eccitato all’idea di un altro giorno di conquista e di lotta, o con la certezza che chi era con lui la notte prima lo sarà anche nella successiva. Ma in tempo di guerra, quando tutti diventano ansiosi e sfuggenti, persino il più savio comincia a credere al caso.